Com’è lavorare in una azienda coreana

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Trasferirsi in Corea e lavorare qui sembra essere il sogno di molti che ci seguono, sempre rimanendo in tema di lavoro, ho ritenuto potesse essere interessante spiegare un po’ com’è lavorare in una azienda coreana. L’articolo si basa sulla mia esperienza personale, quindi potrebbe non essere una verità assoluta, ma di certo rappresenta la realtà di molte aziende coreane.

Prima di tutto, vorrei fare una premessa. Anche nel campo lavorativo non molti coreani parlano inglese, quindi indubbiamente se volete lavorare in una azienda coreana, ma non avete esperienze significative precedenti, conoscere per lo meno la lingua sarà un grandissimo punto a favore per voi. E’ però estremamente diverso il modo in cui verrete trattati a seconda che parliate coreano o no e in questo caso parlare bene il coreano potrebbe non essere molto vantaggioso.

Siamo stranieri e rispettano il fatto che lo siamo, quindi comprendono perfettamente se abbiamo dei comportamenti diversi dai loro. Per esempio? Più skinship, meno inchini e leccatine di culo, atteggiamento con i superiori più rilassato ecc. Ora, se siete stranieri e non parlate coreano, tenderanno ad accettare questa differenza di atteggiamenti con molta più tranquillità, un po’ perché si sentono in soggezione con voi e un po’ perché giustificano il tutto con: “eh, si vede che nella loro nazione va bene così”. Se invece parlate bene il coreano allora è tutta un’altra storia. Vi tratteranno esattamente come coreani, anche se con un po’ più di flessibilità, e non si faranno assolutamente problemi a dirvi come dovete o non dovete comportarvi, muovervi e respirare. Ansia, tanta ansia.

Dopo questa premessa partiamo con le regole base. Premetto che valgono specialmente per aziende coreane di media-grande dimensione, in aziende più piccole può essere diverso.

L’importanza delle relazioni con i colleghi

Le relazioni personali a lavoro sono estremamente importanti, è assolutamente cruciale ottenere la fiducia e la simpatia dei colleghi e a quanto pare il modo più semplice per farlo è offrendo caffe o cibo vario (anche biscotti o cose simili).
Se poi siete ad un incontro di lavoro con una nuovo business partner coreano è molto apprezzato se portate loro un qualche regalo, qualsiasi cosa, dato che siete stranieri ancora meglio se viene dalla vostra nazione. Tutto questo aiuta a sciogliere la tensione e ad alleggerire l’atmosfera.
Le relazioni interpersonali sono quindi molto importanti, ma MAI dimenticare la gerarchia. MAI. E questo ci porta al punto due.

Gli stagisti non sono nessuno

Se siete nuovi e in una posizione di partenza nell’azienda (stagisti, per esempio), ricordatevi che non siete nessuno, NESSUNO. Siete voi che dovete tenere aperta la porta per gli altri quando escono, siete gli ultimi a dover uscire dall’ascensore, non è cortese superare camminando gli altri colleghi ecc. ecc. Insomma, rimanete al vostro posto e per il primo periodo fate un po’ da schiavetti. Questo può cambiare a seconda dei colleghi, a volte non tutti ci tengono a queste piccolezze e può essere che anche se non lo facciate ci passino sopra proprio perché siete stranieri, ma comunque tenete a mente che è buona educazione fare così.

Come parlare della vita privata

Quando parlate di argomenti personali state molto attenti a ricordavi che siete in Corea e che alcune cose che per noi sono innocue potrebbero non esserlo per loro.

Vi riporto un esempio tratto dalla mia esperienza. A pranzo le colleghe mi hanno chiesto quando ho tempo di vedere il mio ragazzo dato che dal lunedì al venerdì lavoro con loro e sabato e domenica per un altra azienda. La mia risposta è stata semplicemente che ci vediamo dopo lavoro e che o andiamo al cinema oppure stiamo semplicemente a casa. Risposta assolutamente scontata dato che in effetti il tempo a disposizione è solo quello. Loro hanno solo annuito con la testa e cambiato discorso. Dopo pranzo, una mi prende da parte e mi fa: “Lo so che sei straniera e che per voi è normale dire certe cose, ma in Corea, non è bello dire ad altre persone che il tuo ragazzo viene a casa tua (si intuisce che poi lui dormirà lì) perché queste cose non sono ben viste dalla società. Nonostante tutti lo facciano nessuno ne parla in prima persona”. Ora dico, 1. ho solo detto che stiamo a casa NON ho assolutamente accennato esplicitamente a nulla riguardante il dormire assieme, 2. siamo tutti adulti e vaccinati (la tipa in questione è pure sposata con un figlio) 3. viva l’ipocrisia.

Comunque tutto questo per dire: attenti a ciò che dite, e pensate sempre che non siete in Italia e certe cose non sono ben accette.

I superiori sono DIO

Sempre tornando al discorso gerarchia, i vostri capi sono Dio e hanno il culo più brillante di un vestito tamarro e trash paiettato da discoteca quando gli viene leccato il fondoschiena. Questo vale specialmente in aziende grandi. Quindi, è bene che vi prepariate. Non andatevene a casa assolutamente prima di averli salutati per bene. Se sono in riunione aspettate che finiscano per poterli salutare, non fissateli, non guadateli negli occhi per molto tempo, insomma, più lontani ci state forse meglio è. Almeno non rischiate di fare errori davanti a loro. Specialmente per chi, appunto, parla coreano: ricordatevi sempre di usare un linguaggio super formale, un semplice 요 (forma formale base) NON è mai abbastanza. Se parlano loro state zitti, non interrompete, se sparano minchiate allucinanti statevene zitti ancora di più. Se c’è da correggergli qualcosa fatelo nel modo più delicato possibile, cercando di non contraddirli o meglio, fatelo fare a qualcuno di grado più alto. E poi ci si domanda perché le aziende coreane spesso abbiano problemi gestionali, mah.

L’orario di lavoro

L’orario di lavoro è fino alle 6 solitamente, ma non pensate nemmeno lontanamente di andarvene a quell’ora a meno che qualcuno sopra di voi vi dia il permesso. Solitamente gli stagisti li mandano via all’orario giusto, ma in ogni caso, aspettate che qualcuno vi dica che potete andare. Molti nell’ufficio se ne stanno anche per due o tre ore dopo l’orario dovuto e non gli viene riconosciuto assolutamente nulla (gli straordinari pagati sono un po’ un’utopia). Nessuno si lamenta più di tanto perché è la normalità qui.

Le cene aziendali – 회식

Le 회식 (hweshik) sono le cene aziendali. Spesso sono organizzate dagli stessi capi, e sono necessarie (secondo loro) per poter rendere più uniti i colleghi. In realtà si sa, i coreani se non mangiano e si ubriacano nel mentre non sono contenti e non si “sciolgono” quindi, per poter diventare tutti quanti amici e lavorare tutti felici e contenti è assolutamente necessario sbronzarsi tutti assieme. Con le donne ci vanno più leggeri, ma gli uomini devono bere, se no, che uomini sono? Non è assolutamente carino dire che si hanno altri impegni e che non si può andare alla cena. Se siete già impegnati le cose sono due: rimandate l’appuntamento o, rimandate l’appuntamento. Saltare una cena aziendale, specialmente all’inizio, compromette molto il rapporto con i colleghi (specialmente se siete tra gli stranieri che parlano coreano) e molti penseranno che non prendiate seriamente le persone con cui lavorate. VERGOGNATEVI! Quindi, se il capo dice “cena aziendale!” voi farete bene ad andarci. Se non volete bere le scuse sono sempre le solite due: 1. sto prendendo antibiotici non posso bere coff coff 2. sorry, sono incinta, no alcol per me (a riguardo vi consigliamo di leggere I Lati oscuri della Corea: L’alcool).

Questo articolo si età dilungando parecchio, quindi per oggi mi fermo qui, ma ne dedicherò uno all’etichetta da seguire agli incontri di lavoro.

Ripeto che tutto ciò è quello che ho imparato io da straniera che parla coreano, sicuramente tutti quelli che hanno lavorato in aziende coreane, ma comunicando in inglese potrebbero avere avuto impressioni diverse. Me ne sono resa conto io in prima persona avendo provato entrambe le esperienze. 

Dopo questo articolo forse qualcuno si potrebbe sentire scoraggiato, beh lo sono pure io, ma è anche vero che se per noi chiudono un occhio su tante cose, questo non succede con i lavoratori coreani, quindi sono sicuramente più scoraggiati di noi! In più, tutto questo vale per chi è in posizione basse, già facendo un po’ di carriera le cose cambiano molto. In particolare sono molto avvantaggiati i lavoratori stranieri con già esperienza che vengono chiamati a lavorare in Corea, perché vengono considerati con molta stima e sicuramente hanno vita molto più facile.

Altri articoli a tema “lavorare in Corea” sono:

Spero l’articolo possa esservi stato utile e spero condividiate con noi le vostre esperienze!

 

About Author

Anna abita in Corea dal 2011. Inizialmente ha studiato coreano alla Yonsei University, poi ha cominciato un percorso universitario in International Studies alla Korea University.

6 commenti

  1. E spaventoso!!
    Hai fatto la descrizione di un mondo che pensavo fosse solo estremizzato nei drama,ma a quanto pare non è così!
    Penso che le formalità possano essere utili nell’interazione con gli sconosciuti soprattutto sul piano lavorativo, quindi i formalismi coreani potrei arrivare ad abbracciarli,ma quelli di cui parli tu,mi pare siano atteggiamenti che si trovano su un piano totalmente differente rispetto al formalismo/educazione; la gerarchia di questo tipo,mi pare sterile e puramente formale e ,a mio avviso, è ciò che crea un’immagine distorta degli “orientali” in occidente. Vedo che generalmente questo servilismo viene associato a stupidità o mancanza di spessore o inferiorità, che poi non è reale,ma solo un atteggiamento che porta al fraintendimento.
    Posso immaginare che possa sentirti scoraggiata! È anche vero che in qualunque luogo dove viga una gerarchia, sia in Italia che in qualunque altro paese,possano sorgere comportamenti simili a quelli da te descritti, con accessi più o meno presenti!
    Questo modo di pensare/relazionarsi é una delle cose che più mi spaventa nel progetto (per ora non ancora molto concreto) di andare a vivere in Corea o Giappone, per non parlare delle ipocrisie che tu descrivi: temo per la mia “emancipazione” che non è così scontata neanche qui in Italia,ma che venendo a viver li temo possa esser non solo limitata,ma possa diventare motivo di discriminazione o di problemi relazionali.
    Spero che tu possa star meglio e trovare una soluzione, e spero che ci siano altre testimonianze più positive e incoraggianti.
    Un abbraccio

  2. Mai stata così felice di aver comunque scelto l’Italia dopo tanto vagabondare, provare, appassionarsi, amare il mondo e l’oriente. Mai stata così contenta di poter esprimere tutte le mie potenzialità come mamma imprenditrice e di avere un meraviglioso (e “quasi” paritario) rapporto con le mie collaboratrici. Grazie per questo post ^_^

  3. Vedo che le contraddizioni non mancano mai!
    Cioè, sono tra i primi nella classifica mondiale dove c’è un alto tasso di tradimenti ma non si può parlare di un’ipotetico incontro con il proprio ragazzo a casa propria? Mah, misteri dell’Oriente _-_

  4. Ciao ragazze, il vostro blog è fantastico!!!
    Scusate la domanda, lo so sono un po’ ignorante ma perché é difficile concedere il visto? Comporta una spesa enorme per le aziende?
    E poi se per esempio lavoro nel bar di un amico, lui non potrebbe aiutarmi ad avere il visto essendo il mio datore di lavoro?

  5. Pingback: Perché sono tornata in ItaliaPersi in Corea

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