Genitori coreani: manuale d’uso

3

Abbiamo già parlato molto approfonditamente dei ragazzi e delle ragazze coreane anche se sì, sappiamo che non ci saranno mai abbastanza parole per descriverli nella loro totalità. Oggi, dato che sicuramente alcuni di voi avranno già provato l’esperienza di frequentarsi con un/a coreano/a, vogliamo concentrarci su un aspetto strettamente collegato alle relazioni amorose in Corea: i temutissimi genitori coreani.

Dire che sono diversi da quelli italiani per via delle differenze culturali sarebbe banale e noioso e, se vogliamo dirla tutta, non sarebbe nemmeno molto accurato. Nonostante la distanza geografica tra le due nazioni, i genitori  hanno sempre un punto cruciale in comune: sono protettivi nei confronti dei figli e sperano che abbiano una vita agiata.

Iniziamo subito con una breve presentazione delle caratteristiche base del tipico genitore coreano, per poi passare all’argomento “genitori del/a mio/a ragazzo/a: modalità d’uso”.

La stragrande maggioranza dei genitori investe nei propri figli, ovviamente in misura diversa a seconda delle disponibilità finanziare, ma tutto questo in Corea raggiunge livelli inimmaginabili. Nonostante il costo della vita in Corea non sia molto diverso da quello italiano, il costo di avere un figlio sale alle stelle. Insegnanti privati, scuole private, vestiti all’ultima moda e, nel caso di famiglie più ricche, qualche ritocchino plastico qui è lì. Questi sono gli investimenti principali che una famiglia normale coreana si ritrova a sostenere se vuole dare al proprio pargoletto le stesse opportunità che hanno tutti gli altri.
Con un investimento monetario così elevato, non dovrebbe sorprenderci il fatto che i genitori coreani vogliano, in molti casi, avere (quasi) totale controllo della vita dei figli.
Le pressioni indirette della società coreana infatti non sono le uniche ad influenzare le decisioni, in particolare per quanto riguarda le scelte educative e lavorative dei giovani coreani, in questa scelta, in moltissimi casi, c’è anche lo zampino dei genitori.

Gli Italiani sono noti al mondo per essere dei gran “mammoni”, per essere estremamente dipendenti dai genitori e per essere tra le persone al mondo che iniziano a vivere da soli più tardi. La situazione non è molto diversa in Corea, ma la dipendenza dai genitori raggiunge livelli inaspettati. Non è raro, infatti, trovare coreani, anche trentenni, che stanno ancora sotto lo stretto controllo di mamma e papà. Studiano quello che loro gli dicono di studiare e lavorano dove loro decidono che il figlio debba lavorare. Fortunatamente questi sono casi estremi che non rappresentano la maggioranza, ma sono comunque una realtà ancora molto attuale in Corea.
Inutile dire che questa estrema dittatura relativa al percorso scolastico e a volte anche lavorativo, non fa altro che distruggere i sogni dei giovani coreani. In questi anni mi è capitato più volte di imbattermi in compagni di università in crisi esistenziale, perché non capivano perché stessero studiando una determinata cosa quando i loro interessi puntavano in direzioni opposte. Conseguenza prevedibile se si ha qualcun’altro che sceglie come la nostra vita deve andare.

Ma perché questa introduzione lunga, noiosa e banale su come siano estremamente dittatori i genitori coreani? Perché ovviamente questo, nel caso vi ritroviate in una relazione con il/la loro figlia/o, vi influenzerà direttamente.

Ecco un breve manuale d’uso su come affrontare i temibilissimi genitori coreani per le persone alle prime armi.

L’outfit del giorno

La prima impressione è sempre la più importante, quindi presentarsi al meglio è sicuramente un buon punto di partenza. Vestitevi eleganti, ma non troppo. Per le ragazze ASSOLUTAMENTE NO vestiti scollati, canottiere e gonne/pantaloni troppo corti. Avete presente l’outfit da messa della domenica? Perfetto, questo è quello che vi serve.
Per gli uomini una giacca e una camicia vanno benissimo. Se invece siete dei lavoratori e non studenti mettere anche la cravatta non fa assolutamente male.

Educazione generale

Se già avete una conoscenza base della cultura coreana sono già cose che saprete bene, ma meglio puntualizzarle.

  • MAI chiamare i genitori del partner per nome o cognome. MAI. Probabilmente ruttargli in faccia sarebbe molto più educato. Se li dovete chiamare chiamateli “madre” (어머님 – Eomonim) e “padre” (아버님 – Abonnim). Nessun altro nome, NESSUNO;
  • Non contradditeli. Loro hanno e avranno SEMPRE ragione. Potrebbero dire le peggio cavolate, ma no, avranno ragione comunque. Ascoltate, annuite, rispondete brevemente. Evitate di toccare argomenti che potrebbero essere controversi o che potrebbero urtare la loro sensibilità. “Si, ieri sono andata a fare shopping con il mio amico gay e poi siamo andati a ballare!” NO. I coreani sono MOLTO conservatori. Niente omosessualità e niente discoteche per le belle donzelle;
  • Se siete ospiti a casa loro ricordatevi di portare qualche regalo. Non deve essere un qualcosa di costoso. In Italia portiamo il vino, in Corea potete portare della frutta o un dolce.

A cena (o a pranzo)

  • Sopratutto se è una delle prime volte sedetevi inginocchiati e NON con le gambe incrociate. Sì, è una tortura lenta e dolorosa, ma il buon senso dei genitori del vostro partner, se siete riusciti a fare una buona prima impressione, li porterà presto a dirvi che vi potete sedere comodamente. Appena arriveranno queste lungo attese parole potrete mettervi con le gambe incrociate (ovviamente se avete i pantaloni);
  • Se siete uomini probabilmente sarete costretti ad ubriacarvi assieme al padre. Non potete rifiutare l’alcool, perché questo non farebbe di voi dei veri uomini;
  • Se invece siete donne dovrete avere il buon senso di aiutare la madre nella preparazione della cena (o se arrivate dopo) nello sparecchiare e lavare i piatti;
  • Non vi piace il cibo coreano? Bhe, fatevelo piacere. Tutto quello che vi verrà servito dovrà almeno essere assaggiato da voi, ma attenzione! Non iniziate MAI a mangiare per primi e non abbuffatevi. Mangiate lentamente e in modo elegante.

Penalità in partenza

  • In generale le ragazze straniere sono più accettate degli uomini stranieri. Questo probabilmente perché non saranno loro a dover “mantenere” la futura famiglia, mentre per gli uomini le responsabilità sono decisamente superiori;
  • Probabilmente non sarà il caso di molti di voi, ma se già siete stati sposati e i genitori del vostro partner lo sanno, bhe.. auguri. Il divorzio non è assolutamente accettato in Corea. Ovviamente ci sono molti casi anche qui, un conto è quando si parla di terzi, un conto è quando si parla del proprio bel figliolo che ovviamente nessuno vuole che diventi “la ruota di scorta dopo la prima ruota bucata”;
  • Il coreano. Ovviamente non sapere il coreano non sarà di certo un punto a favore. Difficilmente le generazioni di genitori sanno parlare inglese, quindi, senza una lingua comune di comunicazione le possibilità che ci siano fraintendimenti ovviamente si alzano.

Considerazioni personali

  • In linea di massima non consiglierei MAI di andare a vivere nella casa del proprio partner. Naturalmente questa è una cosa difficile anche in Italia, ma se si considera che, oltre al fatto di vivere con i suoceri ci sta anche un enorme differenza di cultura, penso che sia intuitivo capire che vivere con i genitori del partner non sia proprio una passeggiata.
  • Nonostante in questo articolo possa sembrare che i genitori coreani siano “dittatori” ed “estremisti” se ci riflettiamo bene non è molto diversa la situazione in Italia. Aiutare la suocera a cucinare o a pulire è alla base dell’educazione, dato che si è ospiti a casa di qualcun altro, e anche il fatto di saper misurare le parole e non per forza creare dibattito penso sia un’ arte che spesso a molti manca. I genitori non si aspettano che voi non abbiate opinioni, ma che sappiate rispettare le loro in quanto più anziani.

Quanti di voi hanno già avuto l’esperienza di incontrare i genitori del vostro partner coreano? Siamo molto curiose di sapere come sono state le vostre esperienze, e magari da quelle possiamo trarre nuovi consigli!

Immagine in evidenza Designed by Freepik

About Author

Anna abita in Corea dal 2011. Inizialmente ha studiato coreano alla Yonsei University, poi ha cominciato un percorso universitario in International Studies alla Korea University.

3 commenti

  1. Articolo molto interessante…..credo però che non avrò mai questi problemi! Mi piacciono moltissimo le ragazze di tipo orientale (e non solo koreane), ma non credo ne conoscerò mai nessuna, tanto meno innamorarmi di una di loro, essere ricambiato e pure presentato ai di lei genitori!!!!

  2. Di solito non giudico mai le culture altrui, ma stavolta mi sento obbligato:
    Quando ho letto questo articolo la tristezza mi ha assalito, non perchè l’articolo sia scritto male o quant’altro ma bensì perchè la società coreana nella maggior parte dei casi rappresenta la morte dell’individualismo e questo è a favore di un sistema marcio basato su concetti futili come la bellezza e il successo.
    Un genitore che educa il figlio con il mito del successo è un genitore fallito, il successo e la (finta) bellezza sono ricercati solo da chi non usa la testa.
    Io considero quella coreana una cultura,ma una cultura estremamente superficiale.
    Posso accettare cose come il non chiamarli per nome, però non accetterò mai il fatto che loro hanno ragione a prescindere.
    Uno che insegna stronzate a suo figlio la ragione non ce l’ha! e non la avrà mai!

    • Le tue parole le prenderei e le stamperei per le strade si Seoul. Secondo me hai 100% ragione e sono perfettamente d’accordo con ogni parola che hai scritto. La Corea è un paese magnifico in cui vivere, ma dopo un po’ ci si accorge dell’estrema superficialità che sembra essere ovunque.
      Grazie pe ril commento, sono felice di vedere che ogni tanto commenta qualcuno che non vuole perforza essere in accordo con ciò che succede in Corea 😉

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: