Fare il master in biologia in Corea

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Spesso mi arrivano domande da quelli di voi che hanno studiato (o vogliono studiare) biologia e simili su come sia fare una facoltà del genere in Corea. Come molti di voi sapranno ho vinto la borsa di studio per fare il master in biologia alla Dongguk University, esperienza che si è rivelata tanto negativa (per me) quanto utile ai fini di capire che quello non era ciò che volevo fare nella mia vita.

Premettendo che ciò che vale per me sicuramente non vale per tutti gli altri, se dio vuole siamo tutti diversi, cercherò di spiegarvi come è strutturato il master in biologia in Corea e poi vi racconterò la mia esperienza personale.

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Lezioni

La prima cosa che ho notato quando ho cominciato il master è stato un numero di esami decisamente inferiore da dare rispetto ai miei amici di altre facoltà. Se non ricordo male era sufficiente seguire 8 corsi da 3 crediti per raggiungere i 24 richiesti. Le lezioni poi si seguivano solo nei primi 3 semestri, mentre durante l’ultimo semestre ci si dedicava completamente solo alla tesi. Per quanto mi riguarda io ho seguito 3 lezioni il primo semestre e 2 il secondo (non c’erano materie che mi interessavano), poi ho lasciato il programma quindi il terzo e quarto semestre non li ho seguiti.

Le lezioni erano una volta a settimana per 2 ore circa e lo svolgimento di esse era molto diverso da quello che ci si può aspettare da una normale lezione universitaria. Fatta eccezione per immunologia le lezioni non erano altro che presentazioni di articoli fatte dagli studenti stessi. All’inizio del semestre il professore decideva a caso l’ordine con il quale gli studenti avrebbero presentato il loro articolo, di solito non più di 2 o 3 studenti per lezione, e si andava così fino a che tutti non avevano fatto la loro presentazione.

Immunologia invece è stato l’unico corso che ho seguito in cui ho sentito effettivamente di avere imparato qualcosa, su un argomento che oltretutto mi interessava molto. Qualche giorno prima della lezione il professore caricava sulla sua pagina dell’università i pdf da scaricare, e poi li spiegava in classe. Una cosa furba da fare era portarsi avanti leggendo i pdf prima della lezione così da poter avere un’idea dell’argomento che avrebbe trattato. Durante la lezione il professore faceva spesso domande agli studenti quindi stare attenti era d’obbligo.

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Esami

Per praticamente tutti i corsi gli esami non consistevano in nient’altro che nella presentazione da preparare che ho citato sopra. Gli studenti quindi dovevano cercare un articolo scientifico inerente alla materia e preparare una presentazione in powerpoint da mostrare e spiegare in classe. Alla fine della presentazione gli studenti e il professore potevano fare domande a riguardo. Quindi viene da se che a differenza dei corsi universitari normali, e di altri master, non c’erano esami di metà semestre o esami finali il che da un certo punto di vista era positivo in quanto bastava che tu ti preparassi bene sull’articolo che avevi scelto.

Anche in questo caso immunologia faceva da eccezione. Visto che le lezioni erano vere e proprie lezioni, gli esami erano veri e propri esami con 4 o 5 domande aperte a cui dovevi rispondere con almeno mezza pagina di argomentazione. La cosa facilitante in questo caso però veniva dal fatto che l’esame non era tenuto in classe con tutti gli altri in un certo giorno a una certa ora, ma potevi tranquillamente fartelo a casa con i tuoi libri e appunti aperti e consegnarlo entro una certa data stabilita dal professore. Facile direte voi! In realtà tutto ciò vi costringeva a cercare le informazioni che vi servivano per rispondere esaurientemente alle domande e quindi a studiare di più.

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Laboratorio e tesi

E adesso arriviamo al tasto dolente. Il laboratorio.
Quando fate un master in una facoltà scientifica siete OBBLIGATI a scegliere un laboratorio, ovviamente dovrete andare a chiedere al professore responsabile se può e vuole accettarvi a lavorare nel suo laboratorio e, se la risposta sarà positiva, preparatevi a dire addio alla vostra vita sociale. Nel mio caso avevo scelto il laboratorio di microbiologia e virologia dove quindi si lavorava con virus e batteri.

Dovete sapere che una volta entrati in laboratorio non ne uscirete più fino alla laurea, o quasi. Infatti è obbligatorio andare tutti i giorni in laboratorio dalle 9 alle 18 (almeno! Se rimanete di più è meglio), weekend compresi nel caso abbiate esperimenti in corso, e non sognatevi nemmeno di potervi fare i due mesi e mezzo di vacanze estive e invernali tra i semestri come tutti gli altri! No, in laboratorio durante le vacanze si lavora anche di più perché non ci sono le lezioni da seguire e le presentazioni da preparare! Avete presente andare in laboratorio ad agosto con millemila gradi? Ecco.

E dopo tutto questo mega sbatti che vi fate almeno vi pagano? Si. Ma sono 200.000 miseri won circa al mese (160 euro) che non vi cambiano esattamente la vita.

Certo è che se la ricerca è la vostra passione e ragione di vita tutto ciò per voi non risulterà assolutamente un sacrificio. I laboratori in Corea sono attrezzati molto meglio di quelli in Italia (per quello che ho visto io) e se avete la vena dello scienziato vi ci ritroverete a pennello.

E per quanto riguarda la tesi? Funziona così: quando comincerete a lavorare nel laboratorio scoprirete che ci saranno già diversi progetti di ricerca in corso o in via di inizio, il professore ve ne assegnerà uno e voi dovrete semplicemente occuparvi della ricerca e degli esperimenti in quell’ambito sul quale poi dovrete scrivere un articolo che sarà praticamente la vostra tesi finale. Le tesi viene discussa a metà dell’ultimo semestre davanti a tutti i professori della facoltà e agli altri studenti, con una presentazione di circa 15 minuti dove i professori potranno giudicare se avete fatto un buon lavoro o, in caso contrario, darvi consigli e opinioni su come migliorare la vostra ricerca.

La mia esperienza personale

Dal momento che ho fatto solo un anno di master capirete che la mia esperienza personale non è stata delle migliori. Stare in laboratorio tutto il giorno tutti i giorni in un ambiente dove passavo giornate in cui praticamente non parlavo con nessuno, in quanto tutti intenti nei loro esperimenti, non era proprio la cosa che si adattava di più alla mia personalità solare ed estroversa. Aggiungiamo a tutto ciò la frustrazione per non riuscire ad ottenere risultati soddisfacenti dai miei esperimenti e capirete che la vita per me era diventata un inferno.

In più essendo la “straniera” del laboratorio, per quanto parlassi coreano, non mi sono mai sentita veramente inclusa nel gruppo dei miei compagni e ciò ha contribuito a farmi sentire ancora più sola e meno motivata.

Tutto questo però mi ha aiutato a capire che la mia passione per la biologia era fondamentalmente didattica e non pratica. In quanto persona curiosa di natura ho sempre voluto sapere come funzionano le cose e perché funzionano così, infatti nei miei 5 esami/presentazioni che ho sostenuto come voto ho ricevuto tutte A+.
Era il laboratorio che non mi si addiceva e quindi ho deciso che era inutile continuare a sprecare tempo prezioso della mia vita facendo qualcosa che evidentemente non mi piaceva fare. Così ho deciso di abbandonare la borsa di studio e sono finita ad insegnare italiano. Ma questa è un’altra storia.

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Sicuramente altre persone avranno avuto esperienze molto positive, mi sento però di dire che, avendo sentito anche il parere dei miei amici stranieri che facevano il master in Corea con annesso laboratorio, la vita di laboratorio è veramente molto dura e molto stressante, quindi bisogna avere molta volontà e molta passione per quello che si fa per poter arrivare alla fine. Soprattutto in Corea dove la competizione è ai massimi livelli e nessuno ti aiuta.

Detto ciò spero di non avervi spaventato troppo, come ho già detto e ripetuto questa è stata la mia esperienza e non si può generalizzare. Se c’è qualcuno di voi che ha avuto esperienze diverse non esiti a condividerla con noi!

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About Author

Bora si è trasferita in Corea nel 2013, dopo aver vinto una delle borse di studio messe in palio dal governo coreano per frequentare un master in Corea. Dopo aver studiato coreano a Daejeon per un anno e aver frequentato i corsi del master per un anno, è diventata insegnante di italiano in una scuola a Seoul

2 commenti

  1. Se hai un interesse soprattutto “teorico”, hai mai pensato di continuare nel campo, ma come insegnante?

    • In realtà no…ho un interesse per me, non da insegnare agli altri XD Poi dovrei andare a insegnare alle medie o superiori…hai presente i giovani d’oggi? Potrei spararmi! ahahah

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